Di alcuni elementi per iniziare a pensare un’estetica geopolitica

Autori

  • Dario Giugliano Accademia di Belle Arti di Napoli

DOI:

https://doi.org/10.6093/2284-0184/8931

Abstract

Attualmente, non esiste ancora qualcosa come un’estetica geopolitica. Essa dovrebbe essere una nuova scienza. Il suo oggetto dovrebbe essere tutto il vario universo delle arti insieme a tutto quello che è compreso nell’universo più ampio della sensibilità, ma l’approccio allo studio di questo oggetto dovrebbe essere diverso da quello che fino a oggi si è avuto nel campo degli studi di estetica. Considerato che le arti non sono autonome rispetto a tutte le altre attività umane, soprattutto rispetto all’economia politica, che in un contesto globalizzato come è quello attuale avrà necessariamente un profilo internazionale, allora lo studio delle arti (la determinazione della loro natura) dovrà tenere presente questi rapporti che si vengono a determinare tra economia politica e dinamiche geopolitiche internazionali e le arti nel loro complesso. Lo scopo di questo articolo, a partire da un’analisi ad ampio raggio su alcuni eventi della storia delle arti della seconda metà del secolo scorso, è quella di fornire degli elementi per poter cominciare a pensare un’estetica geopolitica.

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Pubblicato

2022-01-27

Fascicolo

Sezione

Evolving Philosophy