Presenza e lontananza attraverso gli sguardi alter-nativi di Vladimir Jankélévitch e Giovanni Morelli

Autori

  • Rossella Gaglione Università degli Studi di Napoli Federico II Accademia di Belle Arti di Napoli

DOI:

https://doi.org/10.6093/2284-0184/8901

Parole chiave:

Musicologia, Filosofia, Creazione musicale, Prodotto artistico, Existenzmalerei

Abstract

Il presente contributo si propone di individuare i punti di convergenza e di divergenza tra il pensiero di Vladimir Jankélévitch e quello di Giovanni Morelli a proposito del binomio presenza-lontananza. Per comprendere la visione jankélévitchiana, sarà fondamentale la disamina compiuta a proposito della musica di Fauré e di Debussy. Proprio la riflessione sulla musica debussyana è, infatti, il fil rouge che unisce i due pensatori. Morelli utilizza, però, un approccio al tema diverso da quello di Jankélévitch, volto piuttosto a chiarire le dinamiche emozionali dal punto di vista cognitivo, quindi i limiti dell’Io lirico, al contempo soggetto proponente del gesto comunicativo-enunciativo e ricettore del prodotto artistico.

Downloads

I dati di download non sono ancora disponibili.

##submission.downloads##

Pubblicato

2022-01-27

Fascicolo

Sezione

Evolving Philosophy