Crisi della cultura umanistica? Divagazioni sul tema

Autori

  • Roberto Mazzola Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico Moderno Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISPF-CNR)

DOI:

https://doi.org/10.6093/2284-0184/7660

Parole chiave:

Neoliberismo, Democrazia, Digital Humanities, Mercato del lavoro, Friedrich Nietzsche

Abstract

L’articolo prende spunto dalla vasta produzione di testi e analisi sul declino delle discipline umanistiche e del prestigio sociale dei suoi cultori. Se da un lato si registra un ampio consenso tra gli addetti ai lavori sulle cifre del regresso, dall’altro le opinioni sulle cause della crisi divergono, a volte in maniera radicale. Se è vero che nell’economia globalizzata, grazie alla rivoluzione digitale, la conoscenza e i beni intangibili sono diventati un fattore decisivo per l’estrazione di ricchezza, è altrettanto vero che da questo processo sono esclusi i saperi refrattari al pensiero computazionale, nonostante producano il bene immateriale per eccellenza: la cultura. In una società come la nostra dove il tradizionale binomio cultura-università è andato in frantumi, l’auspicio è quello di un rinnovato impegno degli umanisti nell’aprire piste ed esplorare nuovi territori per ridare un senso alla parola umanesimo.

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Pubblicato

2021-01-18

Fascicolo

Sezione

Evolving Philosophy