Crisi dello “zoon politikon” e artificialità del potere nei Discorsi di Flavio Querenghi
DOI:
https://doi.org/10.6093/2284-0184/7657Parole chiave:
Natura, solitudine, politica, società, educazioneAbstract
In questo articolo si vuole esaminare la filosofia politica di Flavio Querenghi, delineata nella sua opera maggiore, intitolata Discorsi morali politici et naturali (1644). Partendo da una critica dell’idea aristotelica dell’uomo come “zoon politikon”, l’autore scrive che la vita solitaria è migliore di quella politica, che è una conseguenza del peccato di Adamo e dell’usurpazione dei diritti naturali dei popoli ad opera dei primi governanti; ma, nonostante la sua origine innaturale, viziosa e peccaminosa, il potere politico risulta necessario per assicurare la sicurezza e la protezione dei sudditi. Per questa ragione, Querenghi offre alcuni consigli sull’arte del governare, in particolar modo sulla prudenza politica e sull’educazione, rileggendo i contributi precedenti sull’argomento e guardando ad alcune forme di governo esistenti.
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