Il sito archeologico di Pompei nel secondo dopoguerra: la direzione di Amedeo Maiuri e il turismo

Autori

  • Carmela Ariano Università degli Studi del Molise

DOI:

https://doi.org/10.6093/2499-1422/8658

Abstract

La lunga direzione degli scavi di Pompei di Amedeo Maiuri dal 1924 al 1961 fu la più proficua non solo per la conduzione degli scavi, per gli studi, ma anche per la fruizione turistica.

Accanto all’attività di scavo, il Maiuri affiancò un’altrettanto prolifica opera di divulgazione, che suscitarono intorno a Pompei un crescente e largo interesse.

L’intensa attività di scavo proseguì fino al 1961, testimoniata dalle cartoline di Pompei, conservate presso la Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, prodotte in un momento in cui erano diffuse ampiamente le immagini a colori e Pompei fu trasformata in un vero e proprio museo a cielo aperto.

 

 

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Pubblicato

2022-07-06

Come citare

Ariano, C. (2022). Il sito archeologico di Pompei nel secondo dopoguerra: la direzione di Amedeo Maiuri e il turismo. Eikonocity. Storia E Iconografia Delle Città E Dei Siti Europei, 7(1), 97–117. https://doi.org/10.6093/2499-1422/8658

Fascicolo

Sezione

Articoli